Perche' discipline bio naturali?
  Le discipline bio naturali come risorsa sociale
  Assistenza sanitaria tra pubblico e privato: il vicolo e' cieco?
  Proposta di legge regionale sulla regolamentazione delle discipline bio naturali
  Ma la pratica amatoriale deve restare libera

PROPOSTE DI LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO NATURALI

PERCHE' DISCIPLINE BIO NATURALI? 
 
….Il comune riferimento alla vita e alla natura suggerisce i termini biologico e naturale; la dichiarata intenzione di non collocarsi in un ambito di cura specifico di patologie né convenzionale né non convenzionale suggerisce di evitare il termine medicine e di adottare il termine tipico delle pratiche educativo-evolutive, cioè discipline.  
 
Da qui la definizione di Discipline Bio-Naturali 
 
Il progetto di legge presentato a seguito si propone due importanti obiettivi: 
1) tutelare, delimitare e regolamentare una attività che si è sviluppata autonomamente negli ultimi vent'anni e si è conquistata credibilità e autorevolezza nel sociale rispondendo ai bisogni di milioni di utenti e coinvolgendoli in un processo di ricerca più consapevole di un "nuovo prodotto" ad alto contenuto personale e sociale, "la qualità della vita". 
2) rispondere in modo innovativo ed efficace a tre bisogni primari oggi espressi dalle società avanzate: 
a) una richiesta di "qualità della vita" che non vada ad appesantire ulteriormente le strutture della sanità e dell'assistenza, ma che al contrario possa determinare un reale, percepibile e consapevole miglioramento del benessere collettivo generando risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale e i Servizi Sanitari Regionali. 
b) la domanda di occupazione, tutelando e regolamentando un settore di attività in grado già oggi di generare reddito per decine di migliaia di operatori; attività che presenta le migliori caratteristiche di flessibilità, di promozione dell'autoimpreditorialità, di creazione di servizi innovativi ecc. Una adeguata tutela e regolamentazione del settore potrebbe altresì portare alla emersione di attività oggi prevalentemente "sommerse", sviluppando notevoli possibilità di occupazione anche nell'ambito del lavoro dipendente e cooperativo, oggi scoraggiato dall'assenza di riconoscimento. 
c) l'esigenza di contemperare la produzione di "nuova occupazione" con il bisogno di non creare guasti ambientali, di non produrre inquinamento, scorie e rifiuti; nel settore in oggetto nuova occupazione produce solo benessere e qualità della vita, senza costi sociali di nessun tipo, anzi generando ingenti risparmi sociali nel presente e nel futuro. 
1) la tutela di un'attività che si è conquistata nel sociale credibilità ed autorevolezza. 
L'indiscutibile, noto, statisticamente rilevante (e rilevato) successo delle cosiddette "medicine alternative" o "complementari", o come oggi si tende a definirle in ambito nazionale ed europeo "medicine non convenzionali", è conosciuto da tutti e riconosciuto ormai anche dalla medicina ufficiale ed istituzionale.  
Ma, per mancanza di fantasia e scarsa visione generale e prospettica, si tende ad assimilarle ed ad associarle, pur con i dovuti "distinguo", alle terapie convenzionali con ciò stesso svuotandole da ogni potenzialità innovativa e privandole altresì del contesto culturale che ne genera la validità e l'efficacia. 
La presente proposta invece si inserisce a pieno titolo (e rafforza e qualifica, oseremmo dire nobilita conferendo nuovi contenuti) nel nuovo settore delineato dalla legge sul wellfare varata nell'autunno del 2000 e trova adeguata collocazione negli indirizzi che il nuovo esecutivo ha predisposto con la costituzione del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali. 
Le Discipline Bio-naturali tutelate e regolamentate con questo progetto di legge potranno diventare il cuore portante, il motore trainante di un nuovo settore wellfare che trasformi la vecchia assistenza (parcheggio di handicappati e di anziani) in una possibilità di promozione di reale qualità della vita per tutti senza aggravare i costi, anzi alleggerendo gli oneri per le casse pubbliche. 
Grazie alla presente proposta di legge le DBN potranno collocarsi, nel rispetto del proprio ambito naturale e dei propri fondamenti culturali (non diretti ad occuparsi di patologie ma a generare il miglior utilizzo della vitalità), in un settore autonomo, in sintonia e collaborazione con la Sanità e la Previdenza, chiaramente definito e opportunamente delimitato onde prevenire ed evitare indebite invasioni di campo e/o usurpazione di compiti ed attribuzioni altrui. 
Esistono già sul territorio nazionale, numerose e diffuse esperienze che testimoniano i notevoli vantaggi che tale distinzione di compiti e sinergie di obiettivi possono generare. 
2a) la rilevanza economica del risparmio per il Servizi Sanitari senza un decadimento dei servizi anzi incrementando la "qualità della vita" della popolazione. 
Un solo esempio per evitare mille parole: un mal di schiena alleviato da trattamenti shiatsu comporta già oggi un risparmio di decine di milioni per la sanità pubblica (medico generico e specialisti, analisi, radiografie, T.A.C. e risonanze magnetiche, ricoveri, degenze, convalescenze, interventi chirurgici, riabilitazioni, e farmaci a non finire..); se è vero come dicono le statistiche che oltre il 50% degli italiani soffre di mal di schiena e che alcune centinaia di migliaia di cittadini si rivolgono alle cosiddette "cure alternative", è semplice far i conti degli ingenti risparmi che già oggi il ricorso alle DBN genera per il Servizio Sanitario. 
Inoltre notevoli sono anche i vantaggi sul piano dei costi sociali essendo i piccoli disagi ricorrenti la maggior causa di assenza dal lavoro e/o di ridotto rendimento nelle attività lavorative (pensiamo ai "mal di testa" che affliggono 2 italiani su 3). 
Al di là degli esempi appare evidente che con il varo di una legge che tuteli e regolamenti le DBN si potrebbe creare una situazione in cui il servizio pubblico potrebbe concentrare le risorse sulle cure delle patologie rilevanti, alleggerito e coadiuvato nella gestione dei disagi comuni, diffusi e ricorrenti da una attività autogestita dai cittadini. 
Questa proposta di legge non prevede infatti nessun onere per i servizi sanitari; l'ipotesi di rendere "mutuabile" il servizio reso dagli operatori in DBN potrà divenire realistica solo quando adeguati studi e ricerche, statisticamente e scientificamente attendibili, avranno dimostrato che il rapporto costi/benefici dei servizi di DBN è tale da comportare un risparmio reale, a parità di servizi erogati e di benefici prodotti, per le casse pubbliche. 
Resta da considerare, per completare il quadro, che le DBN sono sempre più utilizzate dai cittadini in chiave preventiva, senza attendere l'insorgenza di disagi conclamati, in virtù della scoperta del benessere generato dalle pratiche salutistiche; anche se difficilmente quantificabile, è evidente l'enorme beneficio che l'"abitudine a star bene" indotto dalle DBN può produrre, e già produce, sia sul piano della soddisfazione collettiva che del risparmio di risorse.  
2b) Lo sviluppo di una occupazione qualificata, flessibile, capace di autoimprenditorialità e di produrre servizi innovativi. 
Il presente progetto di legge non intende creare nuove attività e/o professioni, ma tutelare e regolamentare attività e professioni già esistenti e operative, creando le condizioni per un nuovo sviluppo quantitativo e qualitativo del servizio erogato; pertanto affermare che tale provvedimento potrà sviluppare nuova occupazione con elevate caratteristiche di flessibilità e propensione all'autoimprenditorialità è semplicemente prendere atto di un fenomeno che è già in atto e richiede solo di essere tutelato e assecondato. 
Nuova occupazione in quanto la richiesta di "qualità della vita" è in crescita esponenziale, come in crescita sono i settori che di tali servizi necessitano in misura crescente (anziani, disabili ecc.); notevoli sono le possibilità di creare servizi innovativi già sperimentati sia nell'ambito dell'assistenza ad anziani e disabili (servizi a domicilio, pratiche socializzanti, valorizzazione delle potenzialità residue per utilità sociale ecc.), sia nell'ambito di un mercato sempre più attento alla qualità della vita (sevizi agli alberghi, nei villaggi vacanze, alle aziende per i dipendenti, nel corso di meeting, congressi ecc.). 
La flessibilità e l'autoimprenditorialità sono poi connaturate con le caratteristiche del servizio proposto che si può dimensionare in base alle disponibilità di tempo ed energie del prestatore d'opera; in questo quadro assumono particolare rilevanza le potenzialità aperte da queste attività svolte a part time dalle donne con figli che possono concentrare le loro attività nelle ore del mattino (presso istituti geriatrici, cliniche o a domicilio) o per i lavoratori stagionali di altri settori con i servizi presso i villaggi-vacanza, o per gli studenti con i servizi serali agli alberghi, o nei fine settimana rivolti a meeting. congressi, fiere ecc. 
La scelta di costituire una cooperativa o di aprire un centro di trattamenti e/o consulenze crea opportunità di aggregazione che si rendono in alcune situazioni indispensabili per garantire agli utenti la continuità e la qualità del servizio. 
2c) la creazione di nuova occupazione senza costi sociali in termini di impatto ambientale e di produzione di inquinamento e rifiuti.  
La creazioni di nuovi posti di lavoro, sia in termini di lavoro autonomo, sia di lavoro dipendente e cooperativo nel settore che potrà trovare alimento e tutela dal presente progetto di legge non produrrà come ricaduta sociale altro che benessere e miglior qualità della vita. 
Mentre per molti dei settori in espansione che prospettano sviluppo e occupazione (pensiamo alla telefonia o al settore internet) sono da mettere in preventivo per ogni posto di lavoro un pesante impatto ambientale e di rifiuti industriali e al consumo (pensiamo all'elettrosmog e alla rottamazione di apparecchiature elettroniche a rapida obsolescenza) con tutti i risvolti negativi e un prevedibile futuro impatto negativo sulla salute collettiva, nel settore delle DBN non solo si possono escludere ricadute dannose ma, come ampiamente motivato sopra, è prevedibile la creazione di un circuito virtuoso per cui il benessere genera prevenzione che genera risparmio sanitario ecc. 
I costi della formazione e delle iniziative imprenditoriali sono sostenuti dai soggetti stessi e motivate dallo sviluppo di un mercato già florido e che trarrà ulteriori, notevoli incentivi dalle certezze e dalle prospettive garantite da una legge di tutela e regolamentazione delle DBN. 
Nei casi in cui, come già successo in Lombardia e nelle Marche, i pubblici poteri competenti ritenessero opportuno finanziare la formazione e i progetti di sviluppo dell'occupazione nel settore delle DBN, i costi si potranno quantificare nelle poche decine di milioni per addetto occupato, non nell'ordine delle centinaia di milioni necessari nei progetti industriali (con il miliardo e mezzo per addetto profuso in passato nella siderurgia si possono formare e impiegare oltre 20 operatori DBN) evitando inoltre inquinamento, riciclaggio e discariche per prodotti obsoleti e costi futuri di bonifica e risanamento di aree ecc.). 
Un progetto di legge pertanto in cui gli interessi del settore tutelato e regolamentato sono in perfetta armonia con i settori collegati e con l'interesse generale della collettività. 
Un progetto di legge che porrà l'Italia all'avanguardia in Europa e nel mondo nella tutela e nella promozione della salute pubblica e nella qualità della vita. 
Un progetto di legge che non comporta alcun onere di spesa per la collettività ma che potrà produrre nell'immediato benefici sia in termine di benessere collettivo sia di risparmio e miglior utilizzo delle risorse destinate alla salute pubblica, con future prevedibili ingenti incrementi dello stesso di risparmio sulle spese sanitarie e di assistenza realizzando parallelamente livelli superiori di qualità della vita per tutti i cittadini.  

  Inizio pagina