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All'inizio credeva di avere un certo potere, una specie di dono particolare. Non tardò ad accorgersi del proprio errore. Tutti hanno le sue stesse possibilità, solo che lo si ignora.
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Dunque a quell'epoca Noguchi esercitava la terapeutica; tuttavia, pur guarendo numerosi malati, egli sentiva nascere in sè un dubbio: "Perchè si ha bisogno di guarire la malattia?".
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"Guarire o non guarire, questo è il problema" si disse Noguchi. La scomparsa di un male minore precipita spesso le persone verso un nuovo genere di vita che rischia di condurle a una catastrofe ancora più grave: Un mal di stomaco, finchè dura, impedisce al malato di darsi a eccessi euforici. Si può forse allentare il freno impunemente quando l'auto si trova su un pendio che conduce a un precipizio? è perfino pericoloso guarire unicamente la malattia se le persone non sanno cosa fare della loro vita dopo.
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Un corpo che non si ammala mai è un corpo pigro. La malattia è una cosa naturale, è uno sforzo dell'organismo che tenta di recuperare l'equilibrio perduto. Ma la paura della malattia è una cosa artificiale, è una creazione dell'intelligenza umana, che è incapace di vedere in grande. Più si cerca di guarire la malattia, più la si sostenta, perchè l'impazienza impedisce l'evoluzione naturale del processo di recupero.
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Essere malato è una cosa, essere prigioniero della malattia è un'altra. Una volta prigionieri, non si esce facilmente dalla sudditanza ad essa. La malattia è guarita senza che il prigioniero sia liberato: egli si indebolisce ogni volta che si ammala. Intanto, apprende a sfruttare le prerogative che derivano dalla sua Malattia e che consistono nell'attirare l'attenzione degli altri. Egli ne parla come se possedesse il più bel diamante del mondo.
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è bene che la malattia esista, ma bisogna che gli uomini si liberino dalla sua sudditanza, dalla sua schiavitù. è così che Noguchi è arrivato concepire la nozione di Seitai; la normalizzazione del terreno, se si vuole. Non ci si occupa delle malattie, è inutile guarire. Se si normalizza il terreno, le malattie spariscono da sole e, in più, si diventa più vigorosi di prima. Addio terapeutica: fine della lotta contro le malattie.
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per gentile concessione di:
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"Arti d'Oriente" n. 4/2000 Luni Editrice
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