| La pratica dello shiatsu, lo abbiamo sostenuto più volte e lo verifichiamo tutti i giorni, modifica i punti di vista ed esprime contenuti alternativi al "normale" funzionamento delle dinamiche formative e dei rapporti sociali. |
| Tutte le Associazioni Professionali (o Registri Nazionali, o Collegi dei Terapisti ecc.) di operatori shiatsu attualmente sul mercato si sono strutturate imitando gli analoghi organismi istituiti per tutte le altre categorie già organizzate, dimenticando, o peggio, senza rendersi conto che lo shiatsu esprime un modo di essere e di rapportarsi profondamente diverso da tutte le "medicine", da tutte le professioni già organizzate. |
| Se lo shiatsu produce uno stile di vita, una cultura originale per molti versi estranea ai "normali" comportamenti e rapporti sociali, come è possibile che nel momento in cui i praticanti più evoluti si esprimono creando un loro ambito organizzativo non riescano a proporre niente di più di una inconsapevole imitazione di quanto già trovano sul mercato, di uno scimmiottamento delle strutture organizzate che la "cultura patologica" ha già espresso? |
| Due sono i motivi: |
| a) La scarsa consapevolezza della cultura originale che scaturisce dalla pratica dello shiatsu, dello stile di vita nuovo che ne deriva che, in carenza di idee, spinge a imitare ciò che già esiste. |
| b) Il timore che la società civile trovi inaccettabili i contenuti nuovi che nascono dallo shiatsu e di trovarci isolati e rifiutati dalle istituzioni, porta a rinunciare alla ricchezza della nostra diversità e ad autoreprimerci (fasciandoci la testa prima di essercela rotta, diventando più realisti del Re) per diventare "accettabili" agli occhi dei benpensanti (leggi Ministeri, Cnel, Partiti ecc.). |
| La scarsa consapevolezza e il timore ci portano a una rinuncia "a priori" dei valori che la nostra pratica venticinquennale ci ha portati a scoprire, dimenticando che è proprio la nostra diversità dai modelli dominanti, il nostro "essere altro" dai comportamenti diffusi, la stranezza dello shiatsu rispetto a tutte le altre "medicine non convenzionali", che ha costituito la nostra forza in questi anni, che l'ha portato a essere la disciplina "più di moda", più conosciuta e apprezzata. |
| Per venticinque anni i media ci hanno ignorato, i medici ci hanno tacciato di "ciarlataneria", le istituzioni ci hanno snobbato (quando non represso) e nonostante ciò lo shiatsu si è diffuso e affermato, e ora che tutti ci ascoltano e corteggiano, che si aprono concrete e sostanziose possibilità di portare nel sociale i nostri valori e la nostra cultura rinunciamo ai nostri caratteri peculiari per essere accettati da quel mondo assurdo e sfasciato. |
| Per essere accettati dai medici portiamo lo shiatsu negli ospedali sottoponendolo al vaglio dei parametri meccanicisti e riduzionisti; per essere accettati dai media stiliamo articoli sullo shiatsu per la cellulite e per l'agonismo, per essere accettati dalle istituzioni organizziamo Associazioni copiate dagli psicoterapeuti americani o dai fisioterapisti tedeschi. |
| è il modo migliore per perdere la forza che ci ha portati fin qui, per rinunciare a dare uno stimolo al cambiamento per la società patologica, per perdere quella fiducia e quella stima in noi stessi che ogni anno porta migliaia di praticanti a voler diventare shiatsuka e decine di migliaia di persone deluse dai rapporti esistenti nella società patologica a rivolgersi allo shiatsu per vivere meglio. |
| Lasciamo i benpensanti succubi a flirtare con Ordini e Istituzioni; noi vogliamo rapportarci al sociale senza rinunciare ai nostri valori e all'originalità della cultura shiatsu, consapevoli che la società patologica è in profonda crisi e ha bisogno di nuovi valori e nuova cultura; e lo shiatsu può dare un contributo. |
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| Quindi un' associazione professionale che rispetti, anzi che dilati e porti a maturazione tutto ciò che qualifica la pratica e i praticanti shiatsu. |
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