E' un momento di grandi manovre nel settore delle medicine non convenzionali e delle discipline bio-naturali
  Shiatsu, quale associazione? Alcuni principi per un' associazione coerente con lo shiatsu
  Quale associazione? Le caratteristiche di un'associazione shiatsu
  Nasce l'associazione professionale operatori shiatsu
  Apos una nuova associazione professionale o un' associazione professionale nuova?

SHIATSU, QUALE ASSOCIAZIONE?
LE CARATTERISTICHE DI UN' ASSOCIAZIONE SHIATSU
(tratto dall'articolo pubblicato sul n. 13 di shiatsu-do)

Prima caratteristica:
 
eliminazione di ogni vincolo superfluo al curriculum di formazione e all'ammissione all'associazione
 
La formazione di un praticante shiatsu avviene secondo dinamiche del tutto originali e diverse da quelle in uso nella scuola attuale.
 
La separazione tra teoria e pratica e la predominanza della teoria sulla pratica caratterizza la scuola e i processi formativi di una scienza e di una cultura meccanicista. Coerentemente con se stessa, la visione meccanicista separa e privilegia la teoria visto che è impossibile intervenire su un meccanismo (per esempio il corpo umano) senza prima conoscerlo ed è ovvio che non si può riparare, modificare, dominare un meccanismo se non si è padroni della sua struttura e del suo funzionamento. La pratica è solo una verifica sperimentale di cose che sono "vere" in quanto comprese razionalmente e descritte sui libri; in quanto tale costituisce solo un'esercitazione poco rilevante ai fini della conoscenza e padronanza dei fenomeni.
L'uomo è invece, nella pratica shiatsu, un organismo vivente, pertanto le sue dinamiche sono gestite dalla sua "intelligenza profonda" che va al di là del controllo razionale (che senso avrebbe altrimenti parlare di capacità di autoguarigione, di espressione della vitalità ecc?). Nella pratica e nella formazione shiatsu la conoscenza e la padronanza dei fenomeni, diciamo meglio l'adesione e la partecipazione ai fenomeni, nascono dall'esperienza diretta; non esiste nozione teorica ma rapporto con la vita reale.
I modelli interpretativi (le teorie) sono strumenti più o meno utili per vivere l'esperienza, non rappresentano come "è" la realtà ma un punto di vista per interpretare i fenomeni, che quindi non sono separati e al di sopra della pratica, ma interni e funzionali all'esperienza.
 
In questo contesto che senso ha parlare di test di ingresso e di titolo di studio minimo richiesto, quando comunque le attitudini sono tutte da scoprire e il percorso formativo si muove in direzioni completamente diverse da quelle proposte nella scuola?
 
Per l'adesione e l'inserimento nel nostro albo professionale non devono esistere condizioni quali test prima del curriculum formativo nè titoli di studio indispensabili se non la scuola dell'obbligo (non perchè serva per lo shiatsu ma perchè è obbligatoria per il cittadino italiano).
 
 
Seconda caratteristica:
 
nessun nozionismo
 
Va da sè quindi che il curriculum formativo e la verifica o esame per l'ammissione all'albo non dovrà prevedere, o quantomeno rendere obbligatorio lo studio e la conoscenza di nozioni teoriche estranee e non coerenti con la pratica dello shiatsu: l'anatomia e la fisiologia strutturali (se non nelle forme lessicali utili per comprendersi con la persona trattata), le nozioni di medicina cinese (se non per quanto riguarda schemi interpretativi utilizzabili nella pratica dello shiatsu), nozioni di psicologia comportamentale, biologia, macrobiotica e/o altre nozioni che non costituiscano strumento operativo non potranno essere obbligatori nel curriculum di studi nè vincoli ostativi all'ammissione all'albo.
 
Sarà invece indispensabile un'elevata quantità di ore di pratica, sia all'interno delle ore di corso, sia al di fuori, fin dalle prime fasi del curriculum formativo.
 
 
Terza caratteristica:
 
curricula progressivi ed elastici
 
Essendo per noi lo shiatsu "disciplina evolutiva", va da sè che l'iter formativo non dovrà essere codificato in forma rigida quanto a curriculum di studi; sarà formalizzato un periodo minimo (per esempio tre anni) e un monte ore minimo certo (per esempio 500) senza separazioni tra teoria e pratica, prevedendo però strutture formative e tempi elastici che consentano allo shiatsuka in formazione di rallentare o dilatare i tempi in relazione alle proprie dinamiche personali, con la possibilità di monitoraggio e verifiche che informino costantemente il formando della sua progressione e dello stadio raggiunto.
In altre parole si richiedono alle scuole di formazione iter progressivi ed elastici con obiettivi parziali chiaramente definiti e verificabili a scadenze non superiori all'anno.
 
 
Quarta caratteristica:
 
esame abilitante
 
Sulla base di quanto sopra, il tirocinio (in quanto pratica indispensabile all'evoluzione e non applicazione di nozioni apprese) deve essere inserito nel triennio e non posposto al triennio. è anzi consigliabile che il tirocinio sia accompagnato da un lavoro di gruppo guidato da un esperto per valorizzare al massimo le esperienze.
In questo modo lo shiatsuka all'atto della conclusione del curriculum formativo risulterà già inserito nel sociale e avviato proficuamente alla professione.
 
 
Quinta caratteristica:
 
verifiche che si svolgono all'interno di una prolungata pratica comune
 
Un esame di una o due ore in ambito estraneo alle normali condizioni di pratica è scarsamente idoneo a una seria verifica delle capacità dello shiatsuka.
 
Molto più seria e probante è una verifica prolungata mediante un seminario di due o tre giorni in una realtà esperienziale coerente con il tipo di formazione ricevuta ad opera della scuola stessa. La presenza e la partecipazione di esperti incaricati dall'albo professionale ed estranei al curriculum formativo del triennio può garantire un punto di vista e un parere autorevole nella certificazione dell'idoneità all'ammissione all'albo professionale.
Quindi seminario finale di verifica del curriculum formativo gestito dagli istruttori della scuola in sintonia con gli esperti incaricati a garantire la qualità necessaria e sufficiente all'ammissione all'associazione. Verifiche operate non mediante rapidi esami ma pratica comune di qualche giorno.
 
 
Sesta caratteristica:
 
formazione permanente e ricerca abilitante
 
Il socio professionista sarà stimolato a trovarsi in una condizione di formazione permanente; nessuno sarà abilitato per sempre (neanche gli eventuali fondatori e gli esperti incaricati dall'albo di verificare e certificare la qualità dei nuovi iscritti), ma ciascuno dovrà periodicamente partecipare a momenti di studio e verifica.
Costituiranno momenti di studio e verifica idonei a garantire la professionalità del socio:
a. seminari di studio e approfondimento guidati da esperti su temi e esperienze riguardanti lo shiatsu in ogni aspetto e dimensione; si dovrà trattare di seminari esperienziali in cui alla pratica comune siano destinate un congruo (e prevalente) numero di ore;
b. seminari di verifica del livello raggiunto dal gruppo dei partecipanti e di incremento delle loro abilità nella pratica dello shiatsu gestita da formatori scelti in relazione al tema e/o al livello posto al centro dell'incontro;
c. stage di pratica shiatsu presso strutture che riuniscono soggetti particolarmente bisognosi di assistenza e stimoli (disabili, soggetti in riabilitazione e/o recupero ecc.), organizzati dall'associazione e supervisionati da esperti incaricati di monitorare il lavoro dei partecipanti e i risultati dello stesso;
d. ricerche gestite autonomamente da gruppi di soci, in sintonia con un piano generale di ricerche impostate dall'associazione e supervisionate da un esperto di fiducia dell'associazione; tali ricerche (e le pubblicazioni relative) costituiranno elemento qualificante sia per il riconoscimento della professionalità del socio, sia per la selezione degli esperti di fiducia dell'associazione incaricati di formare, aggiornare e garantire la qualità dei soci.
Questa è l'associazione professionale in cui vogliamo riconoscerci
Riteniamo che su queste premesse possa nascere un' associazione che verifichi e incrementi la professionalità di un operatore shiatsu senza tradire i presupposti dello shiatsu, anzi sviluppandolo coerentemente ai suoi principi costitutivi, pur presentando tutte le caratteristiche che possono garantire agli utenti, alle istituzioni e agli altri operatori shiatsu iscritti all'associazione il massimo livello qualitativo e il miglior stimolo per una pratica più proficua.

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