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Il 3 luglio 1999, nel verde dell'abbazia benedettina di Lamoli, sulla linea che separa la Toscana dalle Marche, ha preso formalmente vita una libera associazione tra operatori shiatsu professionali. Potrebbe essere solo un nuovo ennesimo aggregato di professionisti del pollice, e non se ne sentiva la necessità visto che ne esistono già una mezza dozzina.
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La scommessa che ha accomunato i 30 shiatsuka presenti (in rappresentanza ideale di circa 300 operatori già iscritti negli organismi che hanno unito le forze convergendo nell'A.P.O.S.) è quella di realizzare un nuovo modo di esprimere professionalità nell'ambito dello shiatsu.
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Abbiamo la possibilità di far meglio sia perchè abbiamo maturato nuove consapevolezze grazie alla crescita dello shiatsu e ai mutamenti social-istituzionali, sia perchè possiamo cercare di evitare gli errori fatti nei precedenti tentativi.
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Alcuni intenti programmatici sono per noi punti fermi irrinunciabili:
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a) La professionalità non è professionismo; non valuteremo la qualità degli aspiranti iscritti al nostro elenco di praticanti garantiti sulla base della partita IVA ma della professionalità delle loro prestazioni, sia che lo facciano a pagamento in uno studio associato sia che lo facciano gratuitamente in una organizzazione di volontariato; ci guarderemo bene dal fissare quindi tariffari o di vincolare l'appartenenza all'A.P.O.S. a situazioni contabile-fiscal-burocratiche.
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b) Garantire la qualità professionale dei nostri associati senza inutili trafile burocratiche di corsi, tirocini, esami che riteniamo totalmente inadeguati a una seria verifica delle capacità operative. Un esame di una o due ore non è certo in grado di verificare le reali abilità di un candidato; crediamo di più nella possibilità per un gruppo di verificare il singolo operatore praticando assieme per alcuni giorni, apprendendo assieme tecniche o forme nuove. La nostra prova di abilitazione passerà pertanto per la pratica comune in seminari di aggiornamento / verifica al termine dei quali tutto il gruppo, coordinato dai più esperti, esprimerà una valutazione di ammissione o di conferma periodica secondo procedure già collaudate.
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c) I corsi li fanno le scuole e se la scuola non è valida non sarà certo una dispensa da studiare o un seminario informativo a colmare le lacune; se la scuola è valida ed esprime una valutazione triennale positiva a cosa serve un ulteriore esame di un paio d'ore se non a costituire un ostacolo burocratico all'ingresso di nuovi operatori professionali? Verifichiamo le scuole, o meglio il prodotto finale delle scuole (senza entrar nel merito dei metodi e dei contenuti); se l'A.P.O.S. verifica che i diplomati della scuola xyx sono validi, il diploma della scuola xyx sarà titolo sufficiente per la prima ammissione, salvo i seminari periodici di aggiornamento/verifica.
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